PIT 20 Aspromonte - Piano Strategico (2008)
Un Piano Strategico per 23 Comuni di piccola o piccolissima dimensione demografica e per un'area del Paese caratterizzata da eccessivi problemi di marginalità, esclusione e sperequazione. Un territorio sconfinato e un paesaggio emozionante e, per grandi estensioni, ancora incontaminato.
Una realtà difficile e sofferente, costretta ad affrontare problemi di spopolamento, di illegalità, di disoccupazione ed emigrazione, ma anche una realtà resistente, che cerca di curare i propri patrimoni: i centri antichi, le tradizioni delle produzioni artigianali e agricole, il paesaggio con i suoi “boschi di ulivi” unici al mondo, coniugandoli con le politiche di sostegno all'imprenditoria giovanile e femminile, le politiche di assistenza agli anziani, le misure per garantire la presenza della scuola come presidio sociale del territorio.
Il CFR ha avviato un processo di ascolto capillare del territorio, del governo locale (i 23 Comuni e il PIT 20), delle comunità insediate, operando anche da pungolo continuo alla partecipazione e alla cooperazione territoriale.
Il processo di pianificazione ha preso le mosse da alcuni capisaldi, per cercare di affermare il Piano Strategico come:
- occasione per definire e sperimentare nuove forme di governance di area vasta;
- occasione per assumere, più e meglio di qualsiasi altra forma di pianificazione, il paesaggio, l'acqua, i boschi e i boschi di ulivi, la montagna come elementi di base per un nuovo sviluppo locale, affrancato dai miti sviluppasti del passato;
- occasione per avviare il riordino e la riorganizzazione della rete dei servizi al cittadino e alle imprese, oggi troppo frammentata e di scala locale, facendo perno su istruzione, formazione, sanità e assistenza.
